L’adrenalina nel giocatore affetto da Gap


Approfondimento sull’adrenalina come componente del giocatore affetto da Gap.

Il gioco d’azzardo diventa patologico quando “l’adrenalina” e l’eccitazione che il gioco procura, di per sé è una cosa piacevole e positiva se all’interno di una situazione di entertainment e di divertimento, si trasforma in un comportamento compulsivo che diviene incontenibile e centrale nella vita del giocatore, spingendolo a ripetere in modo anomalo il rito del gioco. Proprio per tale motivazione il giocatore d’azzardo investe più tempo nel gioco, spendendo ingenti quantità di denaro e tendendo a nascondere tale attività alle persone a lui care.

L’adrenalina, o epinefrina, da un punto di vista biologico, è definita come il neurotrasmettitore principale del Sistema Nervoso Simpatico che, in seguito alla sua stimolazione, viene secretata dalle cellule del surrene; in genere, l’adrenalina è stimolata da emozioni forti, e, più in generale, da quelle situazioni che richiedono un impegno fisico o in cui sia prevedibile la presenza di un rischio. Una volta che è stata liberata in circolo, l’adrenalina determina alcuni effetti nel nostro corpo come: accelerazione della frequenza cardiaca; restringimento dei vasi sanguigni periferici; dilatazione dei bronchi; aumento della pressione arteriosa; dilatazione delle pupille; diminuzione della fatica muscolare che consente un’attività fisica più intensa e prolungata.

L’adrenalina, quindi, aumenta le prestazioni di tutto il corpo umano, migliorando la reattività dell’organismo in situazioni di stress, preparandolo in tempi brevissimi alla cosiddetta reazione di “combatti o fuggi”.  Di fronte ad una situazione di stress, il corpo umano reagisce ad uno nuovo stimolo in due modi: affrontandolo se si reputa di avere le abilità per farlo; scappando se si reputa di non avere mezzi adeguati per proteggersi.

Questa reazione si manifesta anche nell’attività di gioco quando il giocatore, effettuando una “puntata”, decide di assumersi un rischio a breve termine, temporaneo, in cui il momento del gioco susciterà nel giocatore delle intense emozioni ma dopo tutto tornerà come al momento antecedente al gioco.

Per il giocatore affetto da GAP, invece, il momento del gioco rappresenta uno spazio contenitivo, mentre il momento successivo è costituito dalla vita quotidiana, spesso ricca di sentimenti di inadeguatezza e di frustrazione, di problematiche e di comportamenti stereotipati. Quello che il giocatore sperimenterà, allora, sarà un turbinio di modificazioni del proprio stato d’animo, che passerà da momenti di gioco caratterizzati da forte euforia e adrenalina, a momenti di apatia, dovuti al ritorno alla condizione quotidiana. Questo accade perché, nel gambling, già nel momento della “puntata” si sperimenta una tensione sia psichica che fisica, espressa, appunto dall’attivazione dell’adrenalina, che stimola la secrezione cerebrale di dopamina negli spazi intercellulari, che, in determinate localizzazioni cerebrali, dà origine ad un effetto euforizzante. Per questo l’adrenalina e così il rilascio di dopamina successivo per persone depresse o caratterizzate da alterazioni dell’umore, può rappresentare un alleviamento dal loro stato d’animo, mettendo anche in secondo piano la vincita o la perdita economica.

Infine, la ripetizione prolungata di questo processo cerebrale porta alla riduzione dell’effetto euforizzante, richiedendo, pertanto, una costante e continuativa ripetizione di quell’attività gratificante in quantità sempre maggiori; per questo motivo il giocatore patologico farà in modo di sperimentare ancora tale sensazione di alleviamento della propria situazione , ad esempio, attraverso l’aumento progressivo del valore delle poste in gioco e/o la frequenza dell’attività di gioco.

Per un approccio consapevole al gioco, vi invitiamo alla lettura dei 10 principi fondamentali del Decalogo del Giocatore.

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