I rischi del gioco per un minore


L’importanza di approcciare al gioco in età matura.

L’adolescenza è quella fase di vita che va dai 10 ai 17/18 anni, connotata da vari cambiamenti, di tipo biologico e fisico, con il raggiungimento della maturità sessuale, il conseguimento del pieno sviluppo cognitivo e l’acquisizione dello stato di adulto. In tale fase, inoltre, le richieste sociali divengono pressanti e sono caratterizzate dal forte bisogno dell’adolescente di autonomia ed indipendenza, che prevede un’emancipazione dalla famiglia d’origine, che inizia ad essere vista come un luogo di dovere, contrassegnato da regole ferree e noiose, e un rafforzamento dei rapporti con i pari. Tale rafforzamento genera nell’adolescente il bisogno di istituire con il gruppo dei pari, alla ricerca di identificazione e di appartenenza al gruppo, anche dei luoghi dove potersi ritrovare, sentirsi “protetti”, riconoscendo così nel luogo di aggregazione la propria identità e la possibilità di integrarsi con gli altri, e dunque essere ritenuto un “vincente”. I luoghi di aggregazione sono per i ragazzi, dei posti simbolici dove si ritrova chi vuole condividere qualcosa, e demonizzarli sarebbe come cercare di distruggere il loro spazio protetto: un esempio di luogo sono le sale giochi, in cui il pretesto dei giochi è spesso un modo per ritrovarsi ed avere qualcosa che accomuna, sapendo dove andare per trovare un contatto con qualcuno dalle analoghe esigenze.

Ribadendo che il gioco ai minori è vietato dal decreto legge n. 98 del 2011 (convertito nella legge n. 111 del 2011) il c.d. decreto Balduzzi (d.l. n. 158 del 2012, convertito nella legge n. 189 del 2012) prevede il divieto di ingresso ai minori di anni 18 nelle aree destinate al gioco con vincite in denaro, l’adolescente potrebbe essere tentato di avvicinarsi  al gioco d’azzardo in maniera inconsapevole, con l’intenzione di poter modificare facilmente la sua quotidianità ed il suo tenore di vita, credendo che il denaro delle vincite possa farlo sentire più potente e aiutarlo in quella fase in cui sente di voler essere grande ed autonomo ma in cui è ancora costretto a chiedere i soldi ai genitori.

Egli, però, potrebbe venirsi a scontrare con la delusione delle perdite, che potrebbe, riportandolo alla realtà, innescare in lui un’alterazione del tono dell’umore, con picchi di euforia a momenti di insoddisfazione e sconforto. Tale alternanza potrebbe, oltre ad indicare una problematicità con la regolazione emotiva e cognitiva con il gioco, produrre delle difficoltà a livello di concentrazione, di attenzione, di regolazione dell’impulsività e dell’irritabilità, ansia, e dunque un allontanamento dallo studio, dalla scuola e, persino, dal gruppo dei pari o da altri gruppi di appartenenza. Numerose ricerche, infatti, hanno evidenziato come il denaro non sia l’unica motivazione che spinge gli adolescenti a scommettere e, in generale, a giocare in maniera non controllata e responsabile, ma che, il denaro sia, piuttosto, solo lo strumento che consente loro di continuare a giocare. Sono molteplici le motivazioni principali che spingono un adolescente a giocare: l’eccitazione e la possibilità di vincere denaro; per altri invece la motivazione sottostante è il bisogno di distrarsi, di dimenticare tutti i problemi, i pensieri negativi, non stare a casa; altri ancora affermano di giocare sotto la pressione del gruppo dei pari, o per ridurre uno stato d’animo triste o depresso, o, infine, per attenuare la noia. Tali spiegazioni inducono, però, a pensare anche al fatto che, molto spesso, gli adolescenti che investono molto denaro nel gioco, non badando al dispendio dello stesso, o mettendo in atto comportamenti che rilevano uno scarso interesse verso gli altri, o piccoli furti, o un allontanamento graduale dalla scuola (assenze, scarso rendimento scolastico), non considerano questi comportamenti rischiosi come condotte problematiche, in quanto le trasgressioni di solito sono vissute come mezzi per differenziarsi ed elevarsi dagli altri. Pertanto il giovane si deve accostare al gioco d’azzardo solo in età adulta, quando abbia completato la sua piena maturazione cognitiva ed emozionale ed in maniera graduale e controllata.

E’ fondamentale che per le aziende presenti nel mercato del gioco la tutela dei minori sia uno degli impegni principali, che si realizza attraverso attività di controllo nelle sale e dando la più ampia diffusione e pubblicità al divieto di ingresso ai minori di 18 anni.

 

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