Storie vere: la testimonianza di M.


“La testimonianza di M .”

M. ha 48 anni, abita a Roma ed è un libero professionista.

M. attraverso la terapia individuale e i gruppi terapeutici ha superato la problematica del gioco d’azzardo patologico diventando, oggi, una persona più responsabile.

 

I: Come ti sei avvicinato al gioco d’azzardo?

M.: Beh, credo ci siano state varie cause… Ripensandoci ad oggi, posso dire che il mio stato di insoddisfazione, di depressione anche, sia iniziato già nell’adolescenza… io associo spesso questi stati alla morte di mio padre, questo episodio insieme ad altri meccanismi di insoddisfazione, di smarrimento, negli anni, ovviamente ha fatto in modo che la modalità di gioco molto eccessiva si perpetuasse dentro di me. Fino a non riuscire più a farne a meno…

I.: Quando hai iniziato a giocare, come è cambiata la tua vita?

M.: Mah, all’inizio non ci sono stati grossi cambiamenti… poi, ho fatto una grossa vincita, da lì è iniziato tutto credo… Perché da quel momento ho sempre ricercato di nuovo quella vincita, quella sensazione di soddisfazione, di appagamento… e si, lì, qualcosa è cambiato, perché passavo sempre più tempo a giocare, prendevo dei permessi al lavoro, dicendo di essere malato, ho un po’ tralasciato il rapporto con la mia compagna, con la quale infatti litigavo sempre più spesso, le raccontavo delle bugie…

I.: Quindi come descriveresti la tua vita in quel periodo?

M.: Beh, una vita incentrata solo sul gioco, perché appunto avevo abbandonato i miei affetti, la mia compagna ha cercato sempre di starmi vicino, ma qualcosa era cambiato; la mia famiglia, in particolare mio fratello, aveva iniziato a seguirmi… E poi sono stato licenziato. Da lì il crollo totale, non avendo più uno stipendio ho iniziato ad accumulare anche dei debiti… ero sempre triste, sempre molto stanco, ero anche dimagrito…

I.: Però poi hai deciso di farti aiutare, no?

M.: Si, soprattutto grazie alla mia compagna e ai miei fratelli che mi sono stati sempre vicini, ho capito che non potevo più andare avanti cosi, dovevo autolimitarmi e recuperare le forze e la fiducia da parte di chi mi voleva bene. Ho seguito una terapia individuale per più di un anno, così anche dei gruppi terapeutici di giocatori affetti da Gap. Non è stato facile, soprattutto all’inizio, ma con una grande forza di volontà, ce l’ho fatta!! (Sorride) Oggi sono sereno, ho ricominciato a lavorare, ma questa volta in proprio, e io e la mia compagna stiamo cercando di avere un bambino!

I: Quindi come vedi ora il tuo futuro?

M.: Lo vedo, e lo vedo bene soprattutto!! Sono diventato più responsabile, anche nella vita quotidiana, giorno per giorno, e sono convinto che sia questa la strada giusta da seguire per ricostruire, definitivamente, la mia vita. 

 

HBG Gaming nel promuovere il progetto sulla cultura del gioco responsabile, Gioca con la Testa, affronta il tema del recupero delle persone affette da “gioco d’azzardo patologico” sostenendo S.I.I.Pa.C Lazio Onlus (Società Italiana di Intervento sulle Patologie Compulsive) nell’attivazione di Gruppi informativi gratuiti di prevenzione e assistenza psicologica.

 

Per ulteriori informazioni vi invitiamo a contattare la Siipac accedendo al sito www.siipac.it

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