Il gioco, una forma di intrattenimento


Che cos’è il gioco e che cosa ci spinge a giocare? Premesso che il divertimento è uno degli elementi essenziali del gioco, così come per l’intrattenimento, non esiste un’unica interpretazione di questa attività umana, che in realtà è assai più complessa da definire di quanto potrebbe apparire a prima vista. Tra i tanti che hanno provato a dare una definizione completa di gioco troviamo Roger Caillois (1913-1978), sociologo, scrittore, critico e accademico di Francia, che con il suo libro “I giochi e gli uomini” ha elaborato una teoria che, pur sottoposta a critiche, è oggi riconosciuta come una tra le più autorevoli.

Caillois afferma che, nonostante ci siano molte forme diverse di gioco, ci sono caratteristiche fondamentali e sempre presenti che le accomunano. La prima è la libertà: non c’è gioco quando non è la persona a scegliere, in piena autonomia, di prendervi parte. La seconda è la separazione, i giochi infatti hanno un momento di inizio e di fine e giocare è un’attività delimitata nel tempo e nello spazio; la terza è l’incertezza, in quanto il risultato non è noto a priori. Il gioco inoltre è improduttivo, poiché l’attività del gioco non genera un valore effettivo nel mondo reale; e può essere o regolato, in quanto soggetto a condizioni ferree ed inviolabili per volontà stessa dei partecipanti (ad esempio un torneo di scacchi) oppure fittizio, cioè senza regole (ad esempio “giochiamo ai soldati”.)

Caillois riprende la distinzione fondamentale tra due classi di gioco, o due modi diversi di giocare: il Ludus, cioè il gioco strutturato, e la Paidia, il gioco libero e senza regole.

Inoltre Caillois individua diversi generi di gioco, ciascuno dei quali presuppone nel giocatore un atteggiamento specifico ed una diversa aspettativa:

  • L’agon (il gioco competitivo, ad esempio il calcio)
  • L’alea (il gioco affidato al caso, come i dadi)
  • L’ilinx (la vertigine sensoriale, ad esempio l’altalena)
  • Il mimicry (l’immedesimazione in qualcosa d’altro, ad esempio i giochi di ruolo).

Ci sono generi di gioco che per loro natura rientrano nel ludus (i giochi di agon ed alea); ed altri che si collocano nella paidia, come gli ilinx.

Naturalmente queste classificazioni non sono esaustive, tanto che ci sono giochi, come ad esempio il Risiko, il famoso gioco da tavolo, in cui l’agon, cioè la competizione è dominante, ma troviamo anche la componente alea (il lancio dei dadi e la pesca di carte a sorpresa nel mazzo), ed anche la componente mimicry (durante il gioco è necessario immedesimarsi nel proprio ruolo ma anche anticipare le mosse dell’avversario).  Stessa considerazione vale per il poker, dove ritroviamo tutte quattro le categorie: alea (le carte della mano); agon (l’abilità del giocatore); mimicry (il bluff); ilinx (l’attesa della scelta dell’avversario).

Senza entrare troppo nel merito della trattazione di Caillois, vorremmo comunque soffermarci su un aspetto importante che l’autore evidenzia in un capitolo: “Degenerazione dei giochi”.

In questa parte del libro Caillois analizza le forme in cui il gioco può degenerare, quando si allontana dalla realtà fittizia che lo caratterizza ed è contaminato con il mondo reale, la realtà e “ciò che era piacere diventa idea fissa; ciò che era evasione diventa costrizione, ciò che era divertimento, diventa febbre, ossessione, fonte d’angoscia”.

Così l’agon, la competizione che trova la sua massima espressione nello sport degenera nell’antagonismo fino ad arrivare alla violenza, all’astuzia ed all’inganno; l’alea, allontanandosi dal puro divertimento sconfina nella compulsività, nella sottomissione alla sorte e nella superstizione; la mimicry può diventare alienazione e sdoppiamento della personalità, così come l’ilinx può divenire ricerca della vertigine a tutti i costi e sconfinare nell’alcolismo o nelle droghe.

Dunque Caillois ci mette in guardia e ci fa comprendere come il gioco non deve cessare di essere una realtà separata, perché “ogni contaminazione con la vita normale rischia di corrompere e guastare la sua stessa natura”. In altre parole non si deve mai esagerare in nessuna cosa o attività umana, che altrimenti diventa esagerazione e fissazione, e quindi anche nel gioco.

Oggi diremmo che bisogna giocare in modo responsabile.

 

HBG Gaming promuove il gioco sicuro e responsabile. Ti invitiamo a prendere visione dei consigli del giocatore “con la testa”, un invito a considerare il gioco come un intrattenimento divertente, e a prestare attenzione qualora come giocatore ti riconoscessi in comportamenti evidenziati come a rischio.

Per un approccio consapevole al gioco, vi invitiamo alla lettura dei 10 principi fondamentali del Decalogo del Giocatore.

 

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